Weed & Sport

Se, e in che modo la cannabis influisce sulle prestazioni sportive?

Nonostante non ci siano studi scientifici a supportare l’ipotesi che la cannabis sia capace di migliorare le prestazioni sportive, molti atleti, grazie alla loro esperienza, sostengono di trarne beneficio. Quello degli effetti della marijuana sugli sportivi è un tema ricorrente e chiacchierato, soprattutto in questi giorni, in seguito alla squalifica della velocista statunitense Sha’Carri Richardson dalle Olimpiadi Tokyo 2020, poiché positiva al THC. La situazione è alquanto controversa. Da un lato la cannabis rientra nelle sostanze proibite della WADA ossia l’Agenzia mondiale antidoping , dall’altro la letteratura scientifica non vede la cannabis come una sostanza in grado di alterare le performance degli sportivi.

Il consumo della cannabis fra gli atleti

Si ha inoltre che il consumo di cannabis tra gli atleti è una pratica diffusa e ben radicata. Infatti, come afferma Josiah Hesse nel suo Runner’s High, quella dei consumatori di cannabis fra gli atleti professionisti è una vera e propria subcultura. C’è chi la utilizza per stimolare l’appetito quando è necessario mantenere il peso, chi per riprendersi da allenamenti intensi e chi per alleviare il dolore e dormire meglio. Un altro aspetto da non far passare inosservato è la riduzione dell’ansia, dello stress e il conseguente aumento della concentrazione. La progressiva revisione delle norme anti cannabis a cui abbiamo assistito durante gli ultimi anni in diverse parti del globo, ha reso possibile diversi studi sugli eventuali effetti sulla salute e sulle performance degli sportivi.

20 Pro Athletes That Smoke Weed On The Regular • Green Rush Daily
foto di Green Rush Daily

Studi del passato

In linea di massima l’opinione generale può essere racchiusa dalle parole di Michael Joyner, anestesista e fisiologo americano dell’organizzazione medica no-profit Mayo Clinic: “Se si guarda a qualsiasi test delle performance fisiche, non ci sono dati relativi a un miglioramento, tuttalpiù ce ne sono di relativi a un peggioramento”. Questo sarebbe dovuto, secondo studi del passato, all’accelerazione della frequenza cardiaca e all’aumento dei livelli di pressione sanguigna provocati dall’uso di cannabis, determinando quindi un peggioramento in certi esercizi fisici. Cionondimeno, come Joyner afferma, alcuni benefici oggettivi possono verificarsi in certi sport. Ad esempio in sport di concentrazione come il tiro a segno e il tiro con l’arco, la cannabis è bandita, per le sue proprietà sedative e ansiolitiche.

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Il contesto culturale

Sicuramente una lente con cui è necessario osservare gli studi del passato è quella del contesto culturale. Un contesto di demonizzazione della cannabis dovuto anche all’etichetta di sostanza vietata dagli organi antidoping. Ma con lo scorrere degli anni, e con il velo del pregiudizio sempre più trasparente, la ricerca ha compreso la necessità dell’analisi dei modelli di consumo, delle ragioni per l’uso e delle reazioni fisiologiche negli atleti adulti.

Studi del presente

La rivista scientifica PLUS One riporta che il 26% di 1161 atleti reclutati tramite internet, fra cui corridori, ciclisti e triatleti, ha riferito di essere un consumatore abituale di cannabis o hashish. Tra questi il 70% ha affermato di ricavarne un alleviamento del dolore successivo ad intense sessioni di allenamento, ed un sonno più facile. Circa il 60% ha sperimentato un effetto di rilassamento e riduzione del nervosismo. Uno studio di psicologia, neuroscienze e scienze cognitive condotto dai ricercatori dell’Università del Colorado, a Boudler, ha preso in considerazione le abitudini di 600 sportivi consumatori di cannabis. La metà ha affermato che la cannabis invoglia a compiere attività fisica, l’80% ha dichiarato di farne regolarmente uso durante gli allenamenti, il 70% ha riportato di trarre maggiore piacere dall’allenamento in caso di assunzione di cannabis, mentre le capacità di ripresa dopo intensi sforzi è stata riscontrata nell’80% degli atleti.

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Lo sballo del corridore

Lo sballo del corridore, la sensazione di benessere che pervade l’organismo dei maratoneti o dei corridori abituali dopo una lunga corsa, non è dovuto alle endorfine, come si pensava in precedenza, bensì si verifica nel sistema endocannabinoide del cervello. Questa sarebbe, secondo Hesse, la spiegazione della simpatica relazione neurologica complementare tra la cannabis e la corsa. Recenti studi hanno confermato l’impressione, avvertita da numerosi atleti, di riuscire a dormire meglio grazie alla cannabis e di provare meno dolore fisico. Tali studi evidenziano la necessità di maggiori e più approfondite ricerche, per un futuro più green e consapevole.

Does Smoking Weed Make You Lose Weight? | Fatherly
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