Storie di lavori andati in fumo

Storie di lavori che erano e adesso non sono più, svaniti in un filo di fumo, volati via come la mista al vento.

Non è una novità, la cannabis, come è giusto che sia, sta acquisendo sempre più popolarità in varie zone del pianeta. Ma così come ci sono Stati in cui si può farne libero uso, ci sono anche Stati in cui i reati inerenti sono puniti con carcere e frustate o addirittura con la pena di morte. Non vogliamo trasformare questo articolo in una rassegna di cronaca nera, ciò detto, lasceremo stare le non troppo dolci leggi contro la cannabis di Arabia Saudita e Singapore per focalizzarci su storie di licenziamenti dovuti ad uno spinello di troppo.

L’autista con la mista

 Milano, fuma cannabis, positivo al test: licenziato un autista ATM. Il novello Otto Disc, autista (senza patente) dello scuolabus simpsoniano, le ha tentate tutte pur di salvare il suo posto di lavoro: “è solo droga leggera”, “è colpa del passivo”,”è origano”, “la sanzione è sproporzionata”. Ma la Cassazione ha fatto orecchie da mercante, ed ha purtroppo confermato l’allontanamento.

 Milano, fuma cannabis, positivo al test: licenziato un autista ATM. Il novello Otto Disc, autista (senza patente) dello scuolabus simpsoniano, le ha tentate tutte pur di salvare il suo posto di lavoro: “è solo droga leggera”, “è colpa del passivo”,”è origano”, “la sanzione è sproporzionata”. Ma la Cassazione ha fatto orecchie da mercante, ed ha purtroppo confermato l’allontanamento.

Hai da accendere? Fiat Lux

Torino: operaio Fiat fuma spinello in fabbrica, licenziato. Partita a nascondino durante il turno di lavoro, nessuno lo trova e approfitta della pausa per accendersi una cannetta. Ce lo immaginiamo, nel momento in cui lo hanno beccato, sturare a più non posso il suo joint, tanto ormai il danno era fatto…e lui pure. Il Tribunale ha giudicato il licenziamento una punizione spropositata per l’addetto all’individuazione guasti, ma la Corte d’Appello ha poi ribaltato la sentenza accettando la decisione dell’azienda di licenziare l’operaio. Lapo, se ci stai leggendo, cosa ne pensi?

Ha il permesso per fumare cannabis…ma non basta!

La storia di Jason McCarty è una storia di lavoro, invidia, amicizia e cannabis. Jason McCarty è il vice-capo del dipartimento Informazione Tecnologica della città Palm Beach. Si appropinqua a comprare il pranzo per i suoi colleghi e amici, ma ha dimenticato il suo portafoglio in macchina, dove si reca con celerità. Due suoi colleghi, ai quali evidentemente non stava comprando il pranzo, lo vedono e lo riconoscono. Jason è un po’ sovrappensiero, con la testa fra le nuvole, ma i suoi colleghi lo battezzano “ansioso e evitante”. Insospettiti pedinano Jason fino all’auto. Trovano un filtro di canna ormai finito…McCarty non fa in tempo a pranzare con i suoi amici che viene segnalato. Alexis Galvan, uno dei colleghi spioni, dichiara: “Avvicinatomi alla porta dell’automobile, notai che era stato spruzzato del profumo per mascherare la sbanfa”. Il giorno seguente McCarty, lavoratore modello, amico affabile, padre di due bambini, viene bandito dal municipio.  Il protagonista di questa storia ha provato sulla sua pelle le contraddizioni del mondo in cui viviamo: puoi venire licenziato perché hai fumato una canna, anche se te lo ha prescritto il medico. McCarty ci ha tenuto a precisare che i due veloci schioppi nel garage, non li aveva fatti.

Professoressa infortunata e poi licenziata

L’ennesima conferma di come le sfortune non vengano mai da sole. Allison Enright, insegnante alla Space Coast High School in Florida, è stata spinta giù da una rampa di scale da uno studente. Successivamente al malaugurato infortunio sul lavoro, le sono stati sottoposti diversi test, tra cui quello antidroga. Risultata positiva alla cannabis, Allison, ha candidamente ammesso il suo uso di marijuana medica, prescritta dal dottore. Non poteva immaginare cosa sarebbe successo di lì a poco.  La Enright ha dichiarato di assumere due volte al giorno una pillola contenente THC, e prima di optare per questa soluzione naturale, si rivolgeva ad oppiacei e talvolta ad una sedia a rotelle a causa delle sue precarie condizioni di salute che spesso non le concedevano altro all’infuori di dolore e debolezza. “Voglio dirlo forte e chiaro: Non mi drogo. Non fumo le canne. Non mi sballo…Amo insegnare. Non è solo ciò che faccio, è ciò che sono. Mi sento persa senza i miei colleghi e studenti. Space Coast è la mia famiglia, e voglio tornare indietro. Per favore, lasciatemi tornare a casa.” Ma le dolci suppliche di Allison Enright non sono servite a nulla. Il consiglio scolastico ha votato, e ha deciso a maggioranza di licenziare la professoressa.

Biden & cannabis: amicinemici

Puoi fumare cannabis, diventare la vicepresidente di Joe Biden e negoziare delicati accordi per Barack Obama, oppure puoi fumare cannabis e perdere il tuo lavoro alla Casa Bianca. Dozzine di giovani freschi membri dello staff della Casa Bianca sono stati sospesi dalle loro mansioni, o puniti duramente, a causa di un loro passato utilizzo di marijuana.

Provvedimenti causati dalla -eccessiva?- sincerità degli Application Form, dove i futuri neo-assunti hanno ammesso di utilizzare, o aver utilizzato cannabis. Ma è qui che casca l’asino. Fra le persone nell’amministrazione Biden che hanno ammesso di fumare cannabis c’è la vice presidente Kamala Harris. Infatti, in una radio intervista del 2019, ha ammesso di avere fatto un largo uso di marijuana durante gli anni 80. Come biasimarla… La politica adottata dalla Casa Bianca in tale frangente, appare, quindi, contraddittoria. D’altronde, se anche FBI e NSA hanno mollato la presa in questi termini, non riuscendo a trovare hackers o validi esperti della cybersicurezza che non avessero sostanze stupefacenti nel loro passato, le scelte di Biden si presentano come decisamente anacronistiche.

Paul Pierce: Chiusa una porta si apre un portone

Paul Pierce, ex cestita fra i migliori della sua generazione, è stato licenziato dalla ESPN a causa di un video, diventato virale, dove, fuma cannabis, sollazzandosi in compagnia di esotiche danzatrici.

Ma per Paul, come per noi tutti: Life Goes On. Cose migliori, e più grandi, ci aspettano nel futuro.

Ad ogni modo, non piangete per i protagonisti di queste storie…se la caveranno. Potranno sempre ripiegare su lavori come il rollatore professionista, il weedsommelier, l’editorialista d’erba o l’assaggiatore di cannabis.

Totale
5
Azioni
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente

Weed & Videogames

Articolo successivo

Weedly Selection #12