Riccanza – Cannabis edition

Come tutte le industrie, anche quella della canapa ha la sua nicchia dell’extralusso, tra blunt che costano come automobili e bong dal valore di un appartamento.

La canapa è democratica: le migliori strain sul mercato sono accessibili a tutti senza doversi svenare. Se poi le acquistate approfittando delle offerte su Weedly.wtf la nostra diventa una passione davvero conveniente!

Ma al mondo ci sono i comuni mortali, e poi c’è l’1% dell’1% dei più ricchi. Quelli il cui patrimonio va oltre l’umana comprensione, e che non si negano spese che superano i confini del senso.

E tra di loro evidentemente c’è anche chi ama la cannabis, altrimenti non ci spiegheremmo a chi potrebbero mai essere destinati i prodotti che vogliamo raccontarvi.

[SPOILER: no, non li abbiamo provati di persona.]

Figli fattoni di magnati? Pirati del dark web? Trapper? Qualcuno che ha fatto il colpaccio con le cryptovalute? Se esistete fatevi avanti, vi creiamo noi l’account su Weedly.

Il caviale di cannabis

Partiamo con qualcosa di semplice: quando ci sono di mezzo gli ultraricchi, tutto deve immediatamente e assolutamente richiamare l’opulenza. Se pensiamo a un cibo di lusso, il caviale è sicuramente una delle prime risposte, quindi come poteva mancare il caviale di cannabis? Anche se non si mangia, ma sono dettagli quando sei pronto a spendere 50 euro al grammo (nel mercato legale degli Stati Uniti, oltretutto). Il marchio top per il caviale di cannabis, che fondamentalmente è una cima immersa nell’olio di THC, è Caviar Gold, che ha Snoop Dogg tra i testimonial e Ice Cube tra i partner.

Caviar Gold

Piccolo spazio pubblicità: l’evoluzione del caviale di cannabis è il Moonrock, che vanta l’ulteriore passaggio del rivestimento di polline. Lo trovate anche su Weedly.wtf (qui e qui), e a molto meno di 50 euro al grammo! 

Cannagar d’autore

Come il caviale, anche il sigaro è uno dei grandi simboli di chi ce l’ha fatta. E se i cannagar, da cannabis cigar, sono quindi prevedibilmente uno degli ultimi trend, specialmente negli Stati Uniti, non poteva mancare la loro versione di lusso. Il produttore più famoso di questa fascia alta è Leira: la loro gamma parte dai 100 dollari del Noir, 5 grammi di infiorescenza e una bruciatura che si aggira sui 45 minuti, e arriva ai 1000 dollari del Gold Leaf, 12 grammi di cannabis avvolti in foglie d’oro: può durare fino a 3 ore, con un ottimo rapporto qualità prezzo di 5 dollari al minuto di fumata.
E per chi non si accontenta, c’è anche il Sacro Graal dei cannagar: il blunt da 50.000 dollari, con 7 ‘diamanti’ di THC puro ad accompagnare 30 grammi di fiori e resina.

Cannagar d’autore

La pipa d’oro

Sì, a chi sceglie l’oro piace vincere facile. Ma d’altronde qual è sempre stato il simbolo della ricchezza se non la pepita, da Re Mida a Zio Paperone?

Siccome tra pipa e cylum è spesso una questione di gusti personali, abbiamo deciso di inserire entrambi. A rappresentare la categoria delle pipe, la creazione del designer 12gaugecreations: del lingotto non riprende solo la forma, ma anche il materiale, grazie a una stampa 3D a 18 carati. Per la modica cifra di 10.108 euro potrete quindi far sì che le vostra labbra tocchino solo il più prezioso dei metalli, per una fumata da veri signori.
Per il mondo dei cylum il campione invece è il designer Justin von der Fehr con il suo one-hitter da 8.250 dollari, sempre in oro ma da solo 14 carati: al momento è incredibilmente esaurito, e si trova solo la versione da poveri, in argento – in sconto del 50% a soli 216 dollari, imperdibile.

La pipa d’oro

Le Rolls Royce dei grinder

Siamo sempre stati dell’idea che un buon grinder sia un accessorio fondamentale per un fumatore: perché tritare bene le proprie cime è importante, e perché sprecare tutto quel polline è un delitto. Evidentemente più di una persona ci ha preso troppo alla lettera,e ha deciso di investire in un grinder l’equivalente di uno stipendio mensile: l’Opulent Grinder della Phoenician costa la modica cifra di 1.500 dollari, è in oro 24 carati – anche in oro rosa, per chi preferisce-, offre qualche soluzione all’avanguardia come un sistema di chiusura ottimizzato e uno spazio porta cartina. Ed è sold out su tutto il web: evidentemente c’è chi lo ha ritenuto un buon investimento.
Ripieghiamo allora sulla variante plebea: il Prestige Series di Truetoke, in alluminio aerospaziale e placcato in ora a 24 carati, a soli 1.099 dollari.

Tra l’altro, molti utenti sul web e sui social si chiedono se l’oro sia il materiale più adatto, visto che a 24 carati è particolarmente fragile, con il rischio di fumare qualche scaglia sempre dietro l’angolo: con i grinder di Weedly.wtf questo rischio invece non si corre!

The Opulent Grinder di Phoenician

Il big bong del lusso per fumatori

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E non perchè abbiamo visto tanti presunti polmoni d’acciaio spaccati in due dalla troppa confidenza davanti a un bong. Semplicemente, i bong sono diventati i pesi massimi del mondo dei fumatori ultra-ricchi, il banco di prova dove tutto è concesso.

Certo, sono pezzi unici, scolpiti da mastri vetrai specializzati, ma il sospetto che il loro valore sia determinato dal prezzo e non viceversa è davvero forte.

C’è “Monkey see, monkey shoot”, con un vago richiamo a Banksy, che a 45.000 dollari è un prodotto praticamente di fascia bassa, mentre si raddoppia la posta in palio con il “RooR Skull Gun”, dal sapore futuristico – brilla al buio grazie a degli inserti in plasma.

Per superare quota 100.000 dollari, scegliamo l’”Hayabusa” – una perfetta riproduzione in vetro di un satellite spaziale, e poi proseguiamo nel regno dei cuori forti e dei portafogli pieni: ci sono ben due bong, “Earl The Skeleton” e “The Throne”, che costano esattamente un milione di dollari – l’uno, meglio specificare.

Ci vuole sicuramente coraggio a fare il secondo tiro, non tanto per la potenza quanto per il rischio a maneggiare un oggetto fragilissimo e che costa come una villa dopo aver fumato. E soprattutto, come si puliscono?

Certo, c’è il valore ‘artistico’, ma per fare un paragone la creazione in vetro più quotata di un artista internazionale come Thomas Stearns, icona della nuova scuola di Murano e presenza fissa della Biennale dell’Arte di Venezia, è stata venduta a 760.000 dollari.

 

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