Lo Strega di Weedly, GIRONE B

I consigli letterari di Weedly, meglio se letti a mente un po’ più aperta.

Una competizione unica nel suo genere: Lo Strega di Weedly. Due gironi, A e B, da 8 libri ciascuno. Solamente uno potrà aggiudicarsi lo Strega di Weedly. Quale? A voi la scelta. Nell’articolo di oggi: il girone B.

Moby Dick, Hermann Melville

La storia di una nave destinata ad essere affondata da una balena gigante. La storia di un’ossessione e del suo sviluppo. In Moby Dick, oltre alla caccia alla Balena, vengono affrontati temi di ogni genere. In fondo tutto il romanzo si svolge sulla nave Pequod, la quale diventa un catalizzatore di vita e di morte, capace di racchiudere in un microcosmo tutte le sfaccettature del macrocosmo. Fra le più profonde e toccanti riflessioni che un’artista abbia mai prodotto sul problema del male. 

Alla grande, Cristiano Cavina

Cosa piace fare a chiunque dopo un buon joint? Facile: ridere. E Cristiano Cavina in questo è un maestro. Alla grande è un piccolo gioiello della nuova letteratura di provincia italiana, tra bici velocissime, segreti che non esistono e umanità varia e assortita da case popolari: come ascoltare una serie di storie da bar dell’Appennino di Ravenna, ma scritte (molto) meglio.

Bastogne, Enrico Brizzi

Ritmi da fiction, politicamente scorretto a più non posso, Pulp come forse solo i Cannibali nel nostro ‘900 letterario: in una Nizza che non esiste, Ermanno e i suoi soci seminano disagio e violenza e raccolgono droga e scompiglio. Dimenticate l’Enrico Brizzi dei buoni sentimenti di Jack Frusciante e preparatevi con Bastogne a una lettura febbrile: il THC serve a impedirvi di uscire di casa e dedicarmi al crimine anche voi.

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I fiori blu, Raymond Queneau

Due personaggi: da una parte Cidrolin, pigro signore immerso in una nube di senso di colpa che aspetta lo scorrere del tempo a bordo di una barca ormeggiata sulla Senna. Costretto a litigare per i continui graffiti sulla sua staccionata, trova la pace interiore solamente nella siesta. Dall’altra parte il Duce D’Auge, che balzando di due secoli in due secoli, attraversa tutta la storia, partendo dal Medioevo, insieme ai suoi due cavalli parlanti, fino ad arrivare all’incontro con lo statico Cidrolin. I due personaggi hanno accesso alla vita dell’altro attraverso i sogni: infatti il Duca dormiente sognerà Cidrolin, e Cidrolin nella sua siesta vedrà il Duca. “Secondo un celebre apologo cinese, Chuang-Tzè sogna di essere una farafalla; ma chi dice che non sia la farfalla a sognare di essere Chuang-tzè?” Provate a rispondere dopo un joint.

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Il libro tibetano dei morti, Padmasambhava

Nella tradizione buddista questo libro viene recitato accanto al corpo del morto, per aiutarne “lo spirito” a sfuggire al ciclo di rinascita. Il libro tibetano dei morti, o Bardo Thodol, non è altro che una raccolta di testi che cercano di fissare le idee, tramite descrizioni a dir poco visionarie, su cosa potrebbe succedere dopo la morte. Descrive le esperienze che l’anima cosciente, nell’intervallo di tempo che sta fra la morte e la rinascita (bardo), sperimenta. Così se ne avete fumate davvero troppe sapete che cosa state vedendo.

Le porte della percezione, Aldous Huxley

Il motivo per cui la band di Jim Morrison si chiami “The Doors”? Questo libro. Le porte della percezione racconta, in prima istanza, le esperienze vissute dall’autore insieme alla mescalina, il principio attivo del cacto “Lophophora williamsii”, volgarmente detto peyote. In seconda istanza Huxley propone un’analisi delle sue esperienze. Non manca una nota di critica alla moderna società occidentale, poiché non contemplante un percorso spirituale per l’individuo. E’ possibile però sopperire a tale carenza della società in cui viviamo, girandone una bella grossa.

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The Waste Land, T.S Elliot

Poema scritto durante il rehab da un esaurimento nervoso, Le terre desolate è il capolavoro di Elliot: un tragitto metafisico fatto di riferimenti culturali a bizzeffe, dolore, sofferenza, tragedia e altre cose belle. Buddha e Sant’Agostino, donne ubriache che litigano nei pub, profeti e amori un po’ banali: serve l’amico THC per non farsi sopraffare dell’ansia ma al contrario farsi conquistare da una scrittura geniale a dir poco.

T.S. Eliot's "The Waste Land" | Poets

Elettra, Euripide

L’Elettra è un non-classico della drammaturgia greca: rispetto ad altre tragedie passate alla storia, è stata snobbata perchè considerata un po’ troppo movimentata, quando invece anticipa di qualche migliaio di anni Amleto, Pirandello e ogni dramma esistenziale. Il concetto di coscienza nasce in un dialogo di questo dramma: a voi l’onore e l’onere di continuare, joint in mano, la riflessione di Euripide.

Il problema di Elettra - Fondazione Lorenzo Valla
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