La cannabis arcobaleno

E alla fine arriva giugno, il mese del Pride. Pochi sanno che la legalizzazione della cannabis deve moltissimo alla comunità LGBTQ.

Durante l’epidemia di Aids degli anni ottanta e novanta, molti attivisti lottarono duramente per permettere l’accesso alla marijuana medica ai malati terminali. Questo aiutò la California a diventare nel 1996 il primo stato del paese con adeguate leggi in merito alla cannabis terapeutica.

Il mese del Pride

Durante gli anni sessanta a New York City, la polizia arrestava lungo le strade persone transgender, intrappolava i clienti dei queer bar e faceva chiudere attività pensate per la comunità LGBTQ. Tempi duri, per utilizzare un eufemismo. La tensione era crescente, la ribellione permeava l’aria, pesante ed infiammabile. Di lì a poco, la comunità LGBTQ, una volta nascosta, non avrebbe avuto altra scelta che alzare la voce ed insorgere. Cominciò tutto nell’estate del 1969. Era notte fonda, in un giorno come un altro, in uno dei più popolari queer bar di New York, lo Stonewall Inn. Era cominciato, come soleva accadere, un raid da parte della polizia, ma questa volta non sarebbe andata come al solito. I clienti iniziarono ad organizzarsi e a combattere i soprusi delle autorità che si stavano manifestando proprio sotto ai loro occhi. La rivolta fu tale da ribaltare la situazione: la polizia dovette rinchiudersi nel bar per evitare di rimetterci le penne. Fuori dal locale l’insurrezione cresceva. Terminata la notte, la protesta continuò per 6 giorni. Tale evento rappresentò un definitivo spartiacque nel movimento per i diritti LGBTQ. Un anno dopo questo avvenimento, nella stessa New York City, ebbe luogo la prima Pride Parade della storia. Le celebrazioni si diffusero durante il mese di giugno in tutto il mondo. Il mese del Pride era nato.

Pride & Marijuana

Dennis Peron fu una delle figure fondamentali sia per quanto riguarda la legalizzazione della Cannabis che per i diritti LGBTQ. Giocò, infatti, un ruolo chiave in entrambi i movimenti. Era un veterano della guerra in Vietnam e omosessuale dichiarato. Tornato negli Stati Uniti dal Vietnam con due once di Marijuana, iniziò a venderla a San Francisco. Nonostante i numerosissimi alterchi con la polizia, Peron continuò lungo la direzione presa. Il suo attivismo si focalizzò sui compagni della comunità queer, non appena la crisi dell’Aids si abbattè in America negli anni novanta. Dennis comprese, prima di altri, quanto la cannabis potesse alleviare i sintomi di questa terribile malattia, per la quale molti dei suoi amici lo stavano lasciando. Fra le altre cose, Dennis fu co-autore delle Proposizione P e della Proposizione 215, che legalizzarono la marijuana medica per la prima volta in California. Un’altra figura centrale, ponte fra legalizzazione e comunità LGBTQ, fu Brownie Mary. Nata negli anni ‘20 a Chicago, all’anagrafe Mary Jane Rathburn, approdò a San Francisco proprio nel mezzo dell’epidemia Aids. Presto divenne amica con Dennis Peron ed escogitò un modo unico di contribuire alla causa: vendere ad un prezzo stracciato edibili alla cannabis ai pazienti affetti da Hiv/Aids nei reparti ospedalieri. Dopo diversi arresti e numerose ore di servizio civile con organizzazioni impegnate nel contrasto alla diffusione dell’Aids, Brownie Mary decise di dedicare la sua vita ad aiutare i pazienti sfornando i suoi miracolosi edibili. Aiutò inoltre Peron ad aprire il Cannabis Buyers Club, dove vennero scritte le Proposizioni P e 215 di cui sopra.

Marijuana e Pride, oggi

Il legame tra la comunità LGBTQ e la legalizzazione della cannabis, non è solamente un affare del passato, ma perdura tutt’oggi. Lo sapevi che più del 30% degli adulti della comunità LGBTQ fanno utilizzo di marijuana, contro il 12% degli adulti eterosessuali? Con la sindrome da stress post traumatico e la depressione statisticamente più prevalenti, la cannabis è un aiuto importante per superare le difficoltà che la comunità LGBTQ ancora è purtroppo costretta ad affrontare. E allora alcuni importanti brand della cannabis non hanno fatto orecchie da mercante ai problemi ed ai contrasti che la società LGBTQ ha dovuto fronteggiare in questi anni. Per fare un solo esempio, nel 2019 Pax Labs, una azienda che produce vaporizzatori elettronici, ha donato 50.000 dollari alla GLBT Historical Society: questa somma contribuirà alla costruzione del primo museo della storia LGBTQA+ negli Stati Uniti.

Totale
9
Azioni
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articolo precedente

GLI OSCAR DI WEEDLY

Articolo successivo

Weedly Selection - Pride Edition