Cannabis, 5 luoghi sacri

Cinque luoghi sacri per storia, cultura, qualità e bellezza della cannabis e del suo uso.

Valle di Manali

Lungo le pendici dell’Himalaya, nello stato federato indiano Himachal Pradesh, si apre la valle di Manali: la culla della cannabis in India, e forse del mondo intero. La natura è stata particolarmente gentile con questo territorio, infatti, nella valle di Manali oppure se preferite: valle degli dei, la cannabis cresce spontanea. Ma, ironia della sorte, le persone non la fumano. Inoltre, sempre per ironia della sorte, è illegale su tutto il territorio nazionale. Vediamo più da vicino questi due paradossi e tagliamo questo nodo gordiano. Perchè nella valle degli dei non si fuma cannabis? Perchè in quelle zone si è soliti fumare hashish, e non un hashish qualunque, bensì il pregiatissimo charas, che rappresenta, per nostra e loro fortuna, il motore dell’economia locale. Come può esserci un tale consumo di cannabis, se la pianta è illegale in tutto il territorio nazionale? Questo quesito -seppur non tocchi solo l’India…- si può spiegare con motivi religiosi, difatti l’hashish è caro al loro Shiva, come già vi abbiamo raccontato qui. Quindi basta giustificare il proprio razzo pronto a spiccare il volo dopo l’accensione, come un casto, puro e sincero tentativo di adorare la divinità. La Valle degli dei, è il luogo perfetto dove assaporare degli ottimi chilum carichi di hashish in compagnia degli abitanti del luogo, mentre si osserva il camaleontico spettacolo naturale offerto dalle montagne dell’Himalaya.

Marocco, Montagne del Rif

Il Marocco è fra i principali produttori di hashish, le sue montagne ed il suo clima caratteristico favoriscono la coltivazione di erba, sia ad altissima che a più bassa quota. Le piante raggiungono elevate dimensioni con cime torreggianti, che vengono principalmente utilizzate nella realizzazione di hashish.  Le mozzafiatanti montagne del Rif offrono panorami inebrianti. Infatti il Rif è una delle poche zone desertiche dove è possibile ammirare la pianta di cannabis immersa in una cornice di rilievi innevati. Reperire prodotti di ottima qualità non è difficile, anzi sarà l’hashish a cercare voi. Ovviamente stiamo parlando di hashish fresco di prima qualità, direttamente dal produttore al consumatore, da provare addirittura nel luogo d’origine, che ricordiamo essere una destinazione conosciuta in tutto il mondo per le pregiatissime colture. Consigliamo quindi di fare attenzione: l’hashish marocchino può cogliere alla sprovvista anche i più accaniti ed esperti fumatori.

Amsterdam

Se parliamo di luoghi sacri per la Cannabis, Amsterdam chiaramente non può mancare. A partire dagli anni 70 il governo olandese iniziò a tollerare la vendita ed il consumo di cannabis nei coffeeshop, imponendo alcune norme da rispettare. Queste norme nel corso degli anni sono state modificate attraverso diversi ritocchi, ma il succo è lo stesso: i turisti possono visitare la città ed assaporare in totale sicurezza la cannabis. Alcuni dei migliori coffeeshop si concentrano nei lunghi ed iconici, nonché patrimonio dell’UNESCO, canali che circondano il centro della città. Questa carina e pratica mappa vi aiuterà ad orientarvi. Il consiglio è di muoversi a piedi.

Varanasi

Varanasi è la città più sacra ed antica di tutta l’India. Sorge sulle rive del Gange, fiume nelle cui acque ogni buon indiano almeno una volta si bagna. Oltre alle pire di corpi umani che ardono giorno e notte, possono accendersi anche chilum ben carichi di hashish, meglio se al tramonto, quando fragorosi canti e vigorose danze accompagnano le anime dei cremanti fuori dal samsara. Per chi volesse poi sperimentare un’esperienza diversa, ma sempre a base di cannabis, a Varanasi è possibile trovare uno speciale latte di cannabis chiamato bhang. Questa bevanda, simile al lassi, provoca effetti paragonabili, se non addirittura più intensi degli edibili alla cannabis. In questa città dai panorami onirici, potrete incontrare pellegrini di ogni tipo, con cui condividere chilum o bhang, rilassandovi sulle celeberrime scalinate (“ghat”) prospicienti il fiume, respirando l’atmosfera di una così vibrante città sacra.

Aurora Boreale, Canada e Alaska.

L’aurora boreale, colori verdi blu e turchesi che danzano nei cieli…una delle esperienze più belle a cui si possa assistere in prima persona, nell’arco di una vita. Non sarebbe fantastico godere di un tale spettacolo aggiungendo ai colori aurorali il bel rosso di un joint acceso? Ebbene…desiderio esaudito. In Alaska la cannabis è legale dal 2015, nonostante ciò, molte zone dello Stato sono territorio federale, sul quale la cannabis resta illegale, quindi bisogna riporre molta attenzione sulla scelta dello spot di accensione. Nel Territorio dello Yukon, in Canada, è possibile acquistare cannabis online, basta avere superato i 19 anni di età, e non essere sballati al momento dell’arrivo del pacco, altrimenti il bene è confiscato e se la fuma il corriere. Ad ogni modo più a nord vi recherete, più possibilità avrete di assistere all’aurora boreale. Se avete dubbi su quale strain scegliere, scegliete Northern Lights.

EXTRA: Il pellegrinaggio nelle piantagioni dell’Oregon

Per veri temerari, il pellegrinaggio più avvincente che il mondo della cannabis ha da offrire. Giuntoci a conoscenza per passaparola, non siamo al corrente, con precisione, delle modalità in cui siffatto pellegrinaggio si verifichi. Però potremo illustrare i punti chiave per chiunque fosse interessato…esclusivamente a scopo informativo, si intende. Bastano: freni inibitori decisamente abbassati; un volo con scalo, di almeno un giorno, negli USA; una voglia matta di provare autostop e mezzi pubblici americani in lungo ed in largo fino all’Oregon; e tanto olio di gomito. Arrivati alle piantagioni dell’Oregon è fatta, potrete prolungare il pellegrinaggio ad libitum. Il lavoro non sarà regolamentato, ma sicuramente è ben pagato.

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